News

28 Novembre 2014

GUALA CLOSURES GROUP LANCIA WINE DEVELOPERS

Un’ offerta globale che comprende la più ampia gamma di chiusure per il vino e un  nuovo trio di liner per una maggiori qualità, performance e sostenibilità

Guala Closures Group lancia la nuova linea di liners (guarnizioni) per le sue chiusure tecnologicamente più sicuri, più performanti e più sostenibili sotto il marchio di Wine Developers, in partnership con MGJ, il più grande produttore di liners per il vino a livello globale.

Guala Closures Group propone già la più vasta varietà di chiusure a vite per il vino, con possibilità di decorazioni e personalizzazioni infinite, attraverso un network di siti produttivi in 5 continenti.

Con la partnership con MGJ, leader mondiale nella produzione di liners per il vino sotto il marchio  Oenoseal®,  il Gruppo è ora in grado di rispondere alle differenti esigenze di permeabilità all’ossigeno, garantendo così la desiderata evoluzione di ciascuna tipologia di vino dopo l’imbottigliamento.

La qualità della produzione della nuova gamma di liners è garantita dalle materie prime,  completamente tracciabili e approvate dall’Unione Europea e dalla Food and Drug Administration americana e dalla scelta di materiali già conosciuti e utilizzati dalla filiera vitivinicola per conservare il vino.

Inoltre, la nuova gamma di liners assicura un tasso di trasmissione dell’ossigeno regolare e costante nel tempo e non impone nessun cambiamento dei parametri sulle linee di imbottigliamento. Per la prima volta, su ciascuna guarnizione è presente un marchio identificativo – ONYX, IVORY e CORAL by Oenoseal® –  a ulteriore garanzia contro la contraffazione a tutela dei produttori e dei consumatori.

Al mercato del vino globale si propone, attraverso Wine Developers, anche un approccio eco responsabile grazie alla sostituzione dello stagno con l’alluminio, materiale ad elevata disponibilità, così da semplificare il processo della supply chain, che può essere riciclato all’infinito e il cui riutilizzo consente di risparmiare fino al 95% di energia rispetto a quella utilizzata per la sua produzione primaria (fonte EAFA*).

<< News